La musica in me

Dalle mani di un pianista o dalle dita di un chitarrista, dalla voce di un coro o dalla performance di un solista, da una radio in un ufficio o da un impianto su un palco scenico, dallo studio pratico di uno strumento o dal sogno di un violinista, dal rumore delle onde del mare o dalla carezza del vento sul viso. Non so come trovare altre parole o forse non so come smettere di trovarle solo per descrivere da cosa viene la mia passione per questa arte. Non la ritengo egoisticamente superiore ad altre arti ma per il mio cuore è quanto di più bello possa esistere in questo mondo. Mi basta pensare al mio passato e ricordare che ogni momento triste è andato via con la musica o con un fatto legato strettamente ad essa. Quando non trovavo risposte alle mie domande mi perdevo nella melodia di una canzone e tutto diventava chiaro. Ho passato tantissimi momenti indimenticabili grazie alla musica. Non mi ritengo una musicista perché non lo sono e non potrei dire di esserlo. Tutto ciò che posso dire con sicurezza estrema è che la musica è in me e io la seguirò sempre ed ovunque essa mi voglia portare senza paura di sbagliare strada o destino. Sembrano parole di un pazzo? Una volta una persona saggia mi ha detto: “Tutte le persone che dentro di se sentono la spinta verso un’arte saranno giudicati pazzi dal resto del mondo.” Ora posso dire che quella persona non aveva tutti i torti perché ho visto con i miei occhi la normalità degli artisti che è poi l’anormalità per chiunque non si senta parte di loro. Da una sera strana e senza un vero significato nasce questa mia riflessione e la dedico completamente alla musica. Dalle melodie irlandesi che portano con se storie e leggende o dai mille cinguettii che portano serenità nelle mattine di primavera. Dai ricordi di una bambina che diventata donna si addormenta dolcemente o dai sorrisi di altri bambini che non sanno ancora come sarà la loro vita. Da Billy Joel a Elton John, da Faith Hill a Celine Dion, dai Dubliners agli U2, da Mariah Carey a Christina Aguilera, da Ennio Morricone a James Horner, da Frank Sinatra a Kenny G., dai Beatles agli Alabama, da Dolly Parton a LeAnn Rimes,  dalla musica all’infinito…

Erin   


5 Risposte

  1. Ciao, mi vedo portato a lasciare anche qui un post, per dirti che si “tutte le persone che dentro di se sentono la spinta verso un’arte saranno giudicati pazzi dal resto del mondo”, ma sono le persone pazze ad aver costituito la storia umana. Sono loro ad aver lasciato ai posteri una qualche testimonianza seppur strana del loro passaggio. Considerati pazzi dai loro contemporanie, ma divenuti icone immortali della loro arte. E se, seguendo la musica, si ottiene quest’attributo quasi spegievole, credo sia opportuno lasciare perdere queste malelingue. La musica, come molte altre arti, ha ricevuto grandi riconoscimenti perchè si dice che sia essa a guidare all’infinito e condurre l’uomo oltre i limiti imposti dalla sua esistenza materiale. La musica è inoltre un linguaggio universale; non tutti potrebbero capire cosa sia la matematica o la letteratura, perchè magari non hanno avuto modo di entrare a contatto con esse, ma tutti, indistintamente, potranno dire di conoscere la musica, poichè essa sta in tutti, e non si pone dinanzi a differenze di lingua, pelle o religione….

    “Comunque parlino solitamente di me i mortali, io sola tuttavia, io sola vi dico, rallegro con la mia divina potenza dei e uomini.” (elogio della follia-Erasmo Da Rotterdam)…sii considerata pazza perchè segui la musica…tanto il mondo non sa che è la pazzia stessa a governare il mondo….

    Ciao. A presto. Nefonos.

  2. Ciao!
    Hai scritto delle cose davvero bellissime sulla musica che condivido pienamente.
    E ribadisco fermamente che se seguire l’arte implica l’essere giudicati anormali dal resto del mondo, sono felice di questo giudizio.
    In questa affermazione credo si riconoscano i veri artisti in tutto il mondo.

    Ma vorrei spiegare il motivo che secondo me spinge la gente a fare di queste affermazioni.
    Derivano sicuramente dal fatto che gli artisti fanno ogni giorno sacrifici enormi senza per questo ricevere per forza ricompense in riconoscimenti o in denaro.
    E per questo la gente non si spiega tanta fatica per nulla!!!
    Il materialismo incombe nella nostra società.
    E l’arte non ha molto a che fare con il materialismo!
    A presto:)
    Erin

  3. Ciao…hai ragione su quello che dici…mi dispiace un po’ però quando vedo che molti cantanti finiscono per fare musica con il solo fine di lucro perdendo la vera essenda della musica stessa…mi rallegra pensare che siano molti di più quelli che non seguono questo modello e ci regalano stupende canzoni…

    :) Ciao Ciao
    Nefonos

  4. Ciao! Solo per chiederti in particolare a chi ti riferisci ? Se puoi fare qualche nome di artista che ci ha regalato stupende canzoni senza aver guadagnato…o senza per questo aver ricevuto qualcosa in cambio! Ciao!
    :)
    Erin

  5. Ciao, nella mia risposta mi riferivo a quegli artisti che non hanno ricevuto nessun guadagno, perchè in qualche modo tutti ricevono un compenso per le loro esibizioni, ma pensavo di più a quei cantanti come Augusto Daolio, la voce dei Nomadi prima della sua scomparsa, che trasmettendo sensazioni stupende, non hanno lucrato, non pensando tanto al testo e alla musica che dovessero comporre, ma piuttosto ai soldi e quindi rovindando il loro lavoro e assomigliando a composizioni di altri autori. Per me conta molto che la canzone sia realizzata secondo lo spirito dell’artista e ricerco nella musica che ascolto un senso (per questo tendo a evitare tutte quelle “melodie” piuttosto simili, ma che non ti trasmettono nulla di reale)…per questo apprezzo le canzoni di De Andrè, Battiato, Branduardi, ma anche di molti altri autori….spero però di non essermi spiegato male…posso però informarti di alcuni miei amici, che pur non esibendosi a livelli nazionali, ma neanche regionali, sanno apprezzare le possibilità di suonare per un numero anche elevato di persone, senza per questo ricevere un compenso…forse i soli che possono dirsi realmente dei musicisti…nella loro arte non sono macchiati neanche lontanamente dal denaro…spero di aver risposto alla tua domanda…anche se torno a scusarmi per una mia precedente risposta troppo superficiale e per questo poco comprensibile…a presto…
    Nefonos

Lascia un commento