Le Associazioni e i non vedenti

In questi giorni non ho trovato proprio il tempo di scrivere  poiché oltre alla scrittura di questo blog ho altri interessi che mi hanno tenuta piuttosto impegnata.

In particolare la musica.

Di questo mio interesse vi parlerò nel prossimo post.

Ora volevo affrontare un altro argomento.

Le associazioni per disabili.

La più conosciuta in Italia per i non vedenti è l’U.I.C. (Unione Italiana Ciechi), della quale sono socia anche io e devo aggiungere che negli ultimi anni ne sono rimasta piacevolmente colpita e posso dire di essere orgogliosa di farne parte.

In Italia purtroppo queste associazioni sono lasciate perlopiù a loro stesse senza che le siano dati poteri di gestione autonoma e proficui fondi per portare a termine iniziative e mandare avanti servizi fondamentali per i ciechi italiani.

In altri Stati come ad esempio la Spagna, l’Associazione principale ha veramente un potere gestionale incredibile e fruttuoso che avvantaggia di moltissimo gli spagnoli nei nostri confronti.

Queste sono tutte colpe da dare ai piani alti della società e credo che io posso fare ben poco.

Ho sentito spesso soci lamentarsi delle Associazioni perché non risolvevano problemi o non venivano incontro alle loro esigenze ma, queste persone non hanno per nulla riflettuto sul punto fondamentale che ho descritto sopra.

Per chi vive in periferia, la situazione è ancora più tragica, perché in generale tutti i servizi per i disabili si fermano nelle grandi città e noi rimaniamo a bocca asciutta.

Lamentarsi per i disservizi credo non serva a molto.

Quello che si dovrebbe fare è lottare intelligentemente contro chiunque non dia potere e non rilasci i fondi necessari a queste Associazioni.

Sulle suddette ne ho sentite davvero di tutti i colori e per raccontare tutto mi ci vorrebbe un libro intero.

Mi fermo qui per il momento.

La mia pietra l’ho lanciata e appena avrò le sembianze di un avvocato continuerò il discorso…J

Un saluto.

Erin


3 Risposte

  1. Giusto ieri sera sono andata a fare l’esperienza “dialogo nel buio” all’istituto dei ciechi di milano. Ti posso dire che la gente ha tanta, tanta voglia di capire, ci fossero solo più occasioni!
    :)

  2. Ti sembrerà strano ma la mia risposta è : “Perché la gente ha bisogno di fare queste esperienze per capire ? E poi per capire cosa?” Scusa questa nota di semi-ironia ma io vorrei ancora cercare di capire perché c’è bisogno di far capire alla gente che siamo normali nonostante tutto. O forse devono capire che si può vivere bene anche con una qualsiasi disabilità? Vorrei capire io prima di altri perché avendo detto di dover far qualcosa per cambiare la mentalità della gente vorrei capire perché ho sentito questo bisogno. L’esperienza che hai fatto è stata sicuramente molto forte a livello emotivo. L’importante è che quel tipo di esperienza lasci nella gente solo sensazioni positive altrimenti credo che possa solo aumentare un senso di compassione che spesso viene fuori quando si incontrano disabili nella vita di tutti i giorni. Scusa ancora per questo commento e spero non lo prenderai per il verso sbagliato. Solo volevo sottolineare che anche io voglio capire perché c’è bisogno di far capire. Tutto qui. Un saluto ! Erin

  3. ciao, anch’io non ci sono nata cieca, ma lo sono da quasi 5 anni per incidente di moto. ho letto alcuni post con molto interesse e mi complimento con te per come ti esprimi ma anche per come analizzi alcuni aspetti della nostra “dimensione”. non sono però d’accordo sul tuo parere riguardo all’uic, da cui personalmente non mi sento affatto rappresentata, e come me migliaia di altri ciechi italiani che vorrebbero più letture online compresi i libri di testo per le scuole dell’obbligo, più ausili, più informazione reale, ecc.
    quando sono diventata cieca l’uic non ha fatto altro che ostacolarmi, solo perchè volevo essere e sono autonoma, anche grazie ad un cane che certo non mi ha trovato l’uic.
    mi chiese subito 50 euro per tesserarmi senza nulla in cambio, manco un’informazione, cioè quella cosa che manca a tutti i cosiddetti normo, com’ero io fino a poco prima.
    sono una madre e non è stato carino scontrarmi con una “casta” gestita da anziani pieni di tutto e di più, che organizzano ancora cene al buio con politici e giornalisti, fuorvianti secondo me, perchè l’esperienza vera è quella di farsi un percorso a piedi per roma, con o senza cane, diciamo senza considerando la scarsa assegnazione a noi ciechi di questi importanti animali, ancora non inseriti tra gli ausili nella protesica del nomenclatore asl.
    quanti fondi servono, oltre a tutti quelli che gestiscono di già per dare una costiuzione in braille dal ‘48? o ausili informatici meno scadenti di una versione di jaws mai aggiornata con quelle che escono in europa? l’uic se non sbaglio è la onlus non profit più ricca d’italia! per non parlare della sua proprietà immobiliare, seconda solo agli istituti religiosi, il che è tutto dire! anche se nei suoi immobili abitano troppi vedenti rispetto ai ciechi sfrattati dall’istituto sant’alessio di roma ad esempio, sempre molto collegato all’uic, diciamolo.
    odio criticare e giudicare, soprattutto polemizzare, quindi non vado avanti per non riproporre quanto tu saprai già benissimo, però dico qeuste cose perchè quandi si perde la vista in italia, l’unica è l’uic proprio a non voler dare sostegno se non con favoritismi e sfruttando troppo spesso la disponibilità di familiari più scioccati del neo cieco.
    io non ho polemizzato, ho fondato un’altra piccola onlus per disabili sensoriali, con i soldi della mia pensione da cieca civile (ben diversa da quella dei ciechi di guerra che vorrebbero ancora rappresentare tutti i ciechi italiani), la blindsight project. io sono anche rimasta mezza sorda ed ho visto fino a 42 anni, mio figlio ne ha 22 e non mi chiede nulla per mantenersi allo studio affinchè si possa informare in tempo e in modo reale chi è “normodotato”.
    di ciechi e di sordi non si sa nulla, basti pensare che ho dovuto pubblicizzare con un volantino la legge 37 del 1974 sul cane guida, e per questa cosa non servivano fondi, ma solo buona volontà, affinchè molti come me, non vengano cacciati e umiliati solo perchè attaccati ad un cane, cosa quest’ultima non conosciuta da vecchi dirigenti che hanno accompagni e autisti umani, nonchè segretarie e svariate sedi: la mia onlus è online per abbattere queste spese, essendo veramente una che non ha ricevuto fondi.
    comunque la mia stima nei tuoi confronti rimane la stessa che dico all’inizio di questo commento al tuo post, se non altro perchè a differenza di tanti altri, dai informazioni ad esempio su come leggiamo, ecc. che appartengono al “mondo di quark” se non si è ciechi o parenti di essi.
    un caro saluto e buon anno, laura raffaeli (blindsight)

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